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Riprendono le lezioni di…FFT

Oggi inizia una nuova stagione, la decima in questo studio! Ho sempre creduto che la miglior via per risolvere i problemi fosse quella di affrontarli attivamente. Nel suo libro più famoso (7 habits of high effective people), Stephen R. Covey indica come prima regola quella di “essere proattivi”. Significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni, pensieri e scelte, concentrandosi su ciò che si può controllare (il “cerchio di influenza”) invece che su ciò che non si può controllare (il “cerchio di preoccupazione”). Tradotto in termini di ricerca della salute, suona un po come: prima regola, “muoviti”. Non importa quale sia il tuo sport o attività fisica, l’importante è che tu la pratichi con costanza. 

Il passo successivo, però, non è solo decidere di essere proattivi, ma capire in quale direzione orientare questa energia. 

Che tu sia uno sportivo oppure che la tua attività fisica principale sia camminare, svolgere il tuo lavoro o dedicarti ad altri hobby, la mia domanda è questa: come può un lavoro di fisioterapia “contro resistenza” darti una mano a migliorare?  Vale solo la regola: “più fatico, più miglioro?” o forse le evidenze scientifiche con il tempo ci hanno dato strumenti più validi per approcciare un lavoro più corretto? 

Queste sono le domande più attinenti alla mia ricerca di questi anni quando devo scegliere come impostare l’esercizio attivo di gruppo. Proverò ad analizzare alcune caratteristiche. 

Intanto il primo e più grande scoglio: la scelta del nome….fino a questo momento ossia le 9.13 del 19/08/2025 l’ho nominato solo con un generico “FUNZIONALE”. Ma credo che utilizzerò un nome più completo. FISIOFUNCTIONAL TRAINING. Che abbreviato potrebbe essere FFT. Suona bene? 

Caratteristiche del corso

Al di là del nome, gli elementi importanti della mia proposta sono: 

  • Utilizzare alcuni tra i più importanti strumenti della FISIOTERAPIA attiva come l’esercizio posturale (vedi RPG) , di mobilità/ flessibilità specialmente nelle situazioni dove maggiormente è necessario. Un altro concetto chiave è la stabilità: lavori di equilibrio e di “core stability” sono un altro elemento sempre presente in una lezione FFT. 
  • Lo sviluppo motorio secondo schemi “funzionali”.  L’allenamento FUNZIONALE lavora sulle catene cinematiche e sui sistemi articolari che le compongono, rispettando lo scopo per cui si sono creati ed evoluti. Ogni esercizio diventa un messaggio al sistema nervoso centrale, uno stimolo capace di migliorare l’attivazione neuromuscolare. L’obiettivo è sviluppare questa attivazione attraverso esercizi complessi e destabilizzanti, contrazioni pliometriche e dinamiche, e la ricerca della velocità sempre unita alla miglior tecnica esecutiva. Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di progredire in infinite direzioni, grazie a una multilateralità di stimoliche l’allenamento con macchine isotoniche non può offrire.
    Gli esercizi possono essere variati non solo da un allenamento all’altro, ma anche da una serie all’altra, allenando così il sistema nervoso centrale all’adattamento continuo. Allenare il SNC al cambiamento è il modo migliore per potenziare le risposte fisiologiche all’allenamento stesso:
    “la variabilità del movimento è l’olio del sistema nervoso centrale.”
  • POTENZA, PLIOMETRIA, VELOCITA’: la base per lo sport…ma non solo! La potenza rappresenta la capacità di esprimere forza in tempi rapidi, fondamentale per ogni gesto atletico. Alleneremo la potenza anche con il sistema VITRUVE secondo il metodo VBT (velocità Based Training).  La pliometria allena il ciclo stiramento-accorciamento, migliorando reattività ed esplosività. Per chi corre, è la componente fondamentale dell’allenamento in palestra.  La velocità sviluppa prontezza neuromuscolare e qualità del movimento. Queste caratteristiche non sono importanti solo per chi prende parte a competizioni. A parte alcuni casi in cui alcuni possiamo rimandare o tralasciare questi aspetti, ognuno di noi dovrebbe migliorare questi elementi, perché ci rendono davvero in grado di rispondere più efficacemente alle situazioni della vita. 
  • FORZA, FORZA MASSIMA, IPERTROFIA: sarò breve…la potenza dipende direttamente dal livello di forza. Come inserisco il lavoro di forza nella programmazione settimanale: secondo il metodo che più spesso viene utilizzato in preparazione atletica nello sport, soprattutto in stagione: MED (minimum effective dose). Generalmente scelgo 1, o al limite 2 esercizi per ogni allenamento con un volume di lavoro basso (3×5 ad esempio) ed un intensità alta (sopra il 75% di 1 RM). Questa fase di lavoro richiede tempi di recupero alti e un miglioramento tecnico che a volte va di pari passo con la ricerca della mobilità corretta (vedi primo punto). Il lavoro di forza contrasta l’osteoporosi e l’osteopenia poiché stimola l’osso ad aumentare la densità minerale, riducendo il rischio di fratture, la sarcopenia (perdita di massa muscolare con l’età), l’artrosi, migliorando la stabilità articolare e riducendo il dolore grazie al rinforzo muscolare. Inoltre ha effetti sul Diabete di tipo 2, sull’Ipertensione e le malattie cardiovascolari, sull’obesità e la sindrome metabolica e ovviamente sui problemi posturali. 
  • HIIT (High Intensity Interval Training): In ogni allenamento ci sarà un circuito ad alta intensità. L’HIIT alterna brevi fasi di lavoro ad alta intensità a momenti di recupero attivo o passivo. Stimola in modo efficace sia il sistema cardiovascolare che i sistemi energetici (aerobico e anaerobico). Permette di ottenere grandi benefici in tempi relativamente brevi, migliorando resistenza, metabolismo e capacità di recupero. È molto versatile: si può applicare a esercizi di forza, corsa, circuiti funzionali o lavori specifici per lo sport.
  • TEST DI VALUTAZIONE: Quest’anno renderemo più misurabili i nostri allenamenti. Tramite 8-10 test misureremo mobilità, forza, potenza e capacità aerobica. Inoltre grazie a TANITA faremo uno studio della composizione corporea. Un file dettagliato e di facile lettura che potrà essere confrontato lungo il percorso.

Necessaria e…continua…

L’impegno e la costanza che abbiamo messo ci porta ad iniziare un nuovo anno con le basi che ho appena trascritto. Ogni passo ci deve portare un po avanti. Rimangono sicuramente ancora molti limiti alla proposta. In primis degli spazi adeguati, con la possibilità di inserire altri attrezzi e rinnovare quelli esistenti. Anche su questo tuttavia, mi sto muovendo, e spero di potervi dare notizie positive nei prossimi mesi. Sono cambiamenti fondamentali, un evoluzione che a tutti noi è richiesta, sia per le necessità della vita e sia per poterla capire e apprezzare meglio. 

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